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Dance, dance, otherwise we're lost!

"C'era un argomento su cui Pina non smetteva di interrogarci.
Che cosa desideriamo?
Da dove nasce questa brama?"
dal film Pina, di Wim Wenders

"There was something about which Pina never stopped questioning us.
What do we desire?
Where does this craving springs from?"
from the movie Pina, by Wim Wenders


Il gusto della vita / The taste of life

"Perché, caro signore, non sappiamo da che cosa sia fatto, ma c'è, c'è, ce lo sentiamo tutti qua, come un'angoscia nella gola, il gusto della vita, che non si soddisfa mai, che non si può mai soddisfare, perché la vita, nell'atto stesso che la viviamo, è cosí sempre ingorda di se stessa, che non si lascia assaporare." 
Luigi Pirandello, L'uomo dal fiore in bocca

Sabato 2 aprile, Bellaria 
In attesa di Sandro Lombardi e Roberto Latini

Di questi tempi anche andare a teatro si è fatto rischioso. Continuo ad insistere perché mi fido ancora di alcuni amici che lo praticano quotidianamente. E perchè di fronte a un palco vuoto c'è sempre un istante in cui si desidera tutto. Sei lì, ad aspettare che qualcosa accada.
E poi accade.
Come sabato sera, a Bellaria. In un teatro piccolo di riviera. Che pian piano si riempie di gente venuta ad assistere a Pirandello. Non so se aspettino il grande nome (Sandro Lombardi). Io aspetto la sua anima. Il suo gusto della vita.
Per Pirandello, è amaro il gusto della vita. Ma io non posso che ringraziare dei gesti dei due attori sul palco. Nei loro gesti si riconosce questo, la fame del gusto. E sono costretta a sperare che la fame ritorni. 
E' questo il vero inghippo del contemporaneo, dell'oggi, di questo stesso gesto di scrivere che in questo istante mi rende simile a milioni di altre persone, nel mondo (lo vedo dai contatori implacabili della rete, che a volte andrebbero spenti). Manca l'umano. E allora niente ha gusto.
E invece la fame abita nei nostri cromosomi. Sarebbe ora di smetterla di fare chiacchiere pseudoreligiose, e cominciare a parlare di questo. Parliamone.


Apocalypse now

photo: REUTERS


Da quando venerdì 11 marzo 2011 è successo l'impensabile. Giappone e Apocalisse.
Stamattina per la prima volta ho avuto il tempo di leggere un po' della stampa internazionale. C'è il rischio di perdersi nella disperazione come sotto le onde di uno tsunami.
Segnatamente, "Apocalisse" significa "rendere manifesto". Che cosa si è reso manifesto in Giappone? Perchè c'è bisogno di tenere aperte le domande, anche quando ci spaventano. Perchè a nessuno viene tolta la paura.
Neanche in una cultura come quella giapponese, in cui si è educati alla stoica sopportazione ( gaman ). E invece no, ti viene da gridare. Non possiamo essere fatti per essere spazzati via così, dalle onde, letteralmente. Non possiamo costruire per la distruzione.
Un amico ieri mi ricordava che l'idea post-romantica della natura come madre - matrigna è una menzogna. La natura è al massimo sorella, o sorellastra. Anche se il suo potere, com'è successo per il Giappone, ci sovrasta talvolta inesorabilmente.
 L'Apocalisse, allora, è adesso, qui? Che cosa si rende manifesto, tra le gocce di pioggia che scendono sulla pianura, aspettando solo che entriamo anche noi nel giorno?



From when, on a Friday, March 11th, 2011, the unthinkable happened. Japan and Apocalypse.
This morning for the first time I took some moments to read a few international news. You could get lost in despair like under the waves of a tsunami.
Apocalypse means "becoming manifest". What was made manifest in Japan? Because we need to keep questions open, even when they make us afraid. Because nobody is spared the fear. Even in a culture such as the Japanese one, where one is educated to a stoical endurance (gaman). No, you would want to shout. We cannot be made to be wiped away like this, in the waves, literally. We cannot build for destruction.
Yesterday a friend was reminding me that the post- Romantic idea of  nature as mother - stepmother is a lie. Nature is, at its best, a sister, or a step-sister. Even if its power overwhelms us, relentlessly sometimes, as the Japan case shows us.
Is Apocalypse, then, here and now? What is it that is being manifest to us, among the rainy drops  falling on the plain, just waiting for us to jump in the day?